Christo

Christo (nato nel 1935 a Gabrovo, in Bulgaria, ma di carriera prima francese e poi americana) è internazionalmente celebre insieme alla moglie Jeanne Claude per i suoi lavori ambientali, ma essi derivano da una procedura che egli ha prima usato per piccoli oggetti. Sono infatti oggetti impacchettati quelli che ha iniziato a produrre dalla fine degli anni Cinquanta, nella sua stagione parigina in cui aderì al Nouveau Réalisme. Fasciati e legati, gli strumenti divengono elementi primordiali, embrioni informi di possibili oggetti, stimolatori di domande e dubbi. Sarà poi l’allargamento, l’espansione di questo metodo su scala ambientale che lo porterà a impacchettare monumenti e palazzi, valli e scogliere, divenendo così uno dei maggiori artefici della Land Art, l’ambito in cui ha prodotto alcuni dei massimi capolavori: dall’impacchettamento del Monumento a Vittorio Emanuele II a Milano a quello del Reichstag di Berlino, dal quello della costa australiana di Little Bay alla Valley Curtain in Colorado, uno sbarramento di tela che attraversava l’intera valle. In Italia lo si è visto di recente nel 2016 dove ha realizzato il grande pontile galleggiante sul Lago di Iseo, visitato da 1.200.000 persone. Presto sarà ancora alla ribalta in Europa con l’impacchettamento dell’Arco di Trionfo a Parigi nell’autunno di quest’anno.

I suoi valori sono sempre piuttosto alti. Ciò tra l’altro gli consente di creare un sistema economico autosostenibile per la realizzazione delle grandi installazioni ambientali. Di solito procede infatti realizzando molti progetti su carta della futura opera, i quali, venduti sul mercato, vanno a formare il budget per la produzione del lavoro ambientale. Così nella maggior parte dei casi c’è una netta separazione tra i lavori di Christo: le grandi opere ambientali sono ovviamente invendibili, mentre nel mercato entrano i progetti, perlopiù disegni o fotografie trattate con schizzi e note. Il suo mercato è stabile e molto sicuro, con valori in costante ascesa. 

Wrapped office chair…

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